Dal 18 al 21 maggio 2023 il Teatro Fontana di Milano ospita IL BACIO DELLA VEDOVA di Israel Horovitz, spettacolo prodotto prodotto da Teatri di Bari con la traduzione di Mariella Minozzi, la regia di Teresa Ludovico, scene e luci di Vincent Longuemare, con Diletta Acquaviva, Alessandro Lussiana, Michele Schiano Di Cola.

Archie e George (interpretati da Alessandro Lussiana e Michele Schiano di Cola), due giovani uomini di provincia, amici sin dai tempi della scuola, rincontrano una sera Margy (Diletta Acquaviva), loro vecchia compagna di classe, di ritorno al paese dalla città dove ormai vive. Questo lo schema all’interno del quale il pluripremiato drammaturgo statunitense Israel Horovitz costruisce un testo incalzante, che cattura lo spettatore con un’atmosfera apparentemente leggera per poi spiazzarlo, trascinandolo in una storia dai risvolti inaspettati. L’ipnotico allestimento di Teresa Ludovico porta in scena un cast di giovani e potenti attori, che accompagna il pubblico nell’esplorazione di quel cono d’ombra che abita ognuno di noi. Un testo teatrale che disorienta volontariamente il pubblico, spettatore di una storia drammaticamente attuale, spigolosa e cruda, in cui il tema della complessità dei rapporti interpersonali (sin da adolescenti) prende forma in modo concreto.
“In ognuno di noi esiste un fondo nero di cui non si scorge la fine – racconta la regista Ludovico – Qui i ruoli si alternano continuamente, sono vittima e carnefice, ed è ciò che alla fine siamo nella vita di tutti i giorni. A lavoro, in famiglia, a scuola, in una relazione sentimentale, in un rapporto di amicizia”.
Nello spogliatoio di un magazzino Archie e George, due giovani operai arroganti e strafottenti, a fine turno di lavoro scherzano sulle rispettive conquiste amorose.

Archie rivela all’amico che Margy, una loro vecchia compagna di scuola, è tornata dalla città per assistere il fratello gravemente malato e gli ha chiesto di andare a cena con lei. L’atteggiamento goliardico con cui viene accolta la notizia sfuma rapidamente in una tensione carica di aspettative quando Margy, donna istruita e di mondo, ormai lontana dalla vita della provincia, fa il suo ingresso in scena, rompendo l’apparente complicità che lega i due amici. In un’abile danza di allusioni, provocazioni, ricordi e dimenticanze, la donna scava nel livore che serpeggia fra i due uomini.
I dialoghi pungenti di Israel Horovitz, le grottesche e vibranti partiture fisiche degli attori e le livide scansioni luminose e sonore dello spazio scenico accompagneranno lo spettatore in quel cono d’ombra che ci abita. (R.B.)
