A Milano dal 17 gennaio al 5 febbraio 2023 è in scena al Teatro Elfo Puccini Il seme della violenza – The Laramie project, di Moisés Kaufman e dei membri del Tectonic Theater Project, regia Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con Nicola Stravalaci, Margherita Di Rauso, Giuseppe Lanino, Umberto Petranca, Marta Pizzigallo, Umberto Terruso, Marcela Serli, Francesca Turrini.

«Un esempio di cosa possa essere oggi il teatro civile: per nulla noioso e didascalico, emozionante e innervato di quella coscienza sociale erede diretta della tragedia greca».
Un testo profondo e toccante che racconta il caso Matthew Shepard, uno studente ucciso brutalmente per motivi di odio omofobico. Poco dopo il delitto, Moisés Kaufman e la sua compagnia compiono un viaggio verso Laramie, la città del Wyoming teatro del delitto, e qui trascorrono lunghi periodi a intervistare gli abitanti e ricostruire gli eventi. Il racconto che ne scaturisce va molto oltre la cronaca. Sessanta personaggi e otto strepitosi attori per uno spettacolo che pone domande fondamentali.

I genitori di Matthew hanno continuato la loro lotta per avere giustizia e, se oggi negli Stati Uniti la legge contro i crimini d’odio porta il nome di Matthew Shepard, lo dobbiamo a loro. Nel 2002 dallo spettacolo teatrale è stato tratto un film con Steve Buscemi e Cristina Ricci.
Per tutte queste ragioni lo spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia è stato intitolato, in accordo con l’autore, IL SEME DELLA VIOLENZA.
Gli otto attori della compagnia dell’Elfo portano in scena e mettono a confronto due comunità: quella dei componenti dell’ensemble newyorkese, liberal, democratici (in molti casi loro stessi attivisti LGBTQ+) e la popolazione di Laramie, l’anima profonda e contraddittoria degli Stati Uniti, che lotta per conciliare l’orrore e il dolore per il brutale assassinio di Matthew Shepard con la disapprovazione dell’omosessualità, basata su rigide convinzioni religiose.
Lo spettacolo è ambientato nella palestra di una scuola, un luogo simbolico dove si riuniscono le piccole comunità quando si devono svolgere dibattiti pubblici. Un luogo dove il teatro si apre al dibattito sul nostro modo di pensare e di parlare dell’omosessualità, della politica di genere, dell’educazione, delle classi, della violenza, dei privilegi e dei diritti, della differenza tra tolleranza e accettazione. (R.B.)

